Proteggere i nostri amici a quattro zampe da alcune piante tossiche

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Per la forma del suo bulbo il ciclamino (il cui nome deriva dal greco “kyklos” che vuol dire ciclo, cerchio) ha spesso indicato fertilità, ma la sua pianta ha assunto differenti significati nel tempo: il veleno contenuto nel bulbo ha conferito al ciclamino il significato di diffidenza, in altri casi invece, la pianta è stata ritenuta un vero amuleto e veniva utilizzato in passato contro i morsi dei serpenti più velenosi, perché si pensava fosse un fiore dai poteri magici.

In realtà il ciclamino contiene una piccola quantità di veleno e, oltre a non dover essere minimamente utilizzato in cucina come capita per altri fiori, è utile prestare attenzione a tenere lontane dalla curiosità dei nostri amici a quattro zampe alcune piante per non privarci della bellezza di balconi e giardini fioriti.

Specie se ingerite, alcune piante danno problemi gravi, altre di lieve entità, come secchezza delle fauci, lieve apatia e diarrea temporanea nel tempo in cui la pianta viene processata dall’organismo. Nonostante il loro naturale “sesto senso”, è sempre utile di sentire il proprio veterinario qualora si abbiano dubbi che il proprio cane o gatto abbia ingerito una pianta tossica.

Alcuni esempi:
– Il grado di tossicità del ciclamino è maggiore nel bulbo che essendo interrato non è solitamente a disposizione immediata di cani e gatti ma se ingeriti, anche i fiori possono essere causa di diarrea, vomito e portare a convulsioni.
Dieffenbachia e filodendro sono comuni piante da appartamento della famiglia delle Areacae, la cui minaccia è rappresentata da foglie, piccioli e fusto, contenenti una linfa estremamente irritante per pelle e cavo orale che può provocare ipersalivazione oltre a problemi gastroenterici, dolori addominali, infiammazioni e gonfiore al cavo orale se masticata o ingerita.
– L’oleandro, arbusto cespuglioso sempreverde, è tossico anche per l’uomo ed è estremamente diffuso in Italia. La sua ingestione può causare crampi, nausea, vomito, ipersalivazione, irritazione delle mucose e risultare maggiormente dannosa.
– Il lattice contenuto nelle stelle di Natale può essere urticante così come l’agrifoglio, pianta ornamentale natalizia per eccellenza, risulta nociva anche per l’uomo. Oltre alle sue foglie lucide e spinose, le bacche (di colore rosso acceso) contengono principi tossici e nocivi per la nostra salute e per quella dei cani e dei gatti.
– Estremamente pericolose anche le bacche del tasso (spesso utilizzato come siepe da giardino) e quelle dell’edera che spesso rappresenta un angolo in cui nascondersi: se ingerite insieme ai fiori e alle foglie, possono provocare problemi gastro-enterici e risultare estremamente dannose per la salute dei nostri amici.

IMPORTANTE: se acquistiamo dei bulbi teniamoli lontani dai nostri animali, soprattutto i cani, che potrebbero giocarci e morderli come fossero palline. Sconsigliamo di piantare bulbi se si vive con un cane che scava buche in giardino.